Il Comune di Ripi ha aderito con deliberazione consiliare n. 39 del 10 settembre 2002 all’Unione di Comuni di Arnara, Pofi, Ripi, Strangolagalli e Torrice, denominata "Unioni di Comuni - Paesi della Ciociaria". Sono in corso di trasferimento di importanti funzioni all’Unione di Comuni ed in prima attuazione è previsto il trasferimento delle seguenti funzioni: · Servizi sociali, Inquinamento acustico, Vigilanza nei pubblici spettacoli, Sportello Unico per le imprese, Nucleo di controllo interno di valutazione e di gestione, Attività di gestione e di formazione ed aggiornamento professionale del personale, Ufficio legale e del contenzioso, Servizi sociali, Ufficio ISEE, Servizi ambientali, Attività di promozione sportiva, Gestione e manutenzione di aree verdi, Gestione e manutenzione di pubblica illuminazione, Gestione e manutenzione strade e viabilità, Protezione civile, Servizi per l’infanzia: asili nido, attività estive per ragazzi, servizi scolastici, trasporto, mense, Rapporti con istituti scolastici, Attività culturali, Urbanistica e pianificazione del territorio. Per ogni funzione trasferita il Comune perde la titolarità e l’Unione diviene titolare di tutte le funzioni amministrative occorrenti alla sua gestione e ad essa direttamente competono le ammesse tasse, tariffe e contributi, ivi compresa la loro determinazione, accertamento e prelievo. Per ogni convenzione si prevede il subentro nella titolarità dei correnti rapporti anche con soggetti terzi. Appare utile, comunque istituire uno specifico ufficio con il compito di curare ogni rapporto con l’Unione derivante dal trasferimento delle funzioni ed anche gli eventuali conflitti di competenza, attivi o passivi, fra l’Unione ed il Comune relativamente alla titolarità circa l’esercizio delle funzioni amministrative coinvolte dal trasferimento.
Si introduce, pertanto, la possibilità a più imprese di esercitare il servizio di trasporto funebre, con una turnazione stabilita a sorteggio, da parte del responsabile del servizio e per un periodo massimo di anni due, proprio perché si intende verificare se con la liberalizzazione vengano eliminate le imperfezioni del mercato suscettibili di introdurre ingiustificate distorsioni concorrenziali e …che costituiscono un fattore di vantaggio nell’acquisizione della clientela per gli altri servizi". Cosicché allo scadere del contratto in corso: 1. L’amministrazione consente quindi l’esercizio del servizio di trasporto funebre, nell’ambito del territorio comunale, alle imprese di onoranze funebri che risultano in possesso dei requisiti previsti dalla legge. 2. L’amministrazione, date le caratteristiche di pubblico servizio e in virtù della propria potestà amministrativa e regolamentare, mantiene però il controllo e la disciplina del servizio. 3. Il responsabile dei servizi funerari, in seguito ad apposito provvedimento della giunta comunale che approva schema di disciplinare per la regolamentazione del servizio, rilascia l’autorizzazione all’esecuzione del servizio alle Imprese di onoranze funebri che abbiano presentato formale richiesta, previo avviso pubblico e che siano in possesso dei requisiti previsti da detto disciplinare. L’autorizzazione all’esecuzione del servizio è rilasciata ad ogni impresa, a turni di mesi 6, con periodo di anni due e con inizio da parte dell’impresa richiedente che per prima verrà sorteggiata, in una sala aperta al pubblico, alla presenza di una apposita commissione. Successivamente verranno estratte nell’ordine le domande delle altre imprese partecipanti e verranno assegnati ulteriori turni di sei mesi. Nel caso in cui le imprese sorteggiate risultano essere superiori o inferiori al numero di quattro, il periodo di concessione del servizio sarà proporzionalmente ridotto o aumentato. Nel caso in cui al sorteggio partecipi una sola impresa, il responsabile del servizio provvede al rilascio dell’autorizzazione per un periodo massimo di due anni. Allo scadere di due anni dell’esecuzione del servizio, si provvederà ad indire altro sorteggio pubblico.
Il consiglio comunale ai sensi dell’art. 21, comma 1-quater del vigente Statuto comunale, entro la data fissata per la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, discute ed approva "il bilancio di fine mandato" che raccoglie in forma riepilogativa e sintetica la realizzazione delle linee programmatiche. Già la deliberazione consiliare n. 30 del 21.4.1999 prendeva atto della comunicazione presentata dalla precedente amministrazione sul bilancio di mandato per il periodo 1995-1999. "Il bilancio di mandato" è uno strumento sperimentale e veniva così presentato pur in assenza di alcuna norma che prevedesse espressamente l’obbligatorietà. Venivano fatto, pertanto, riferimenti "per relationem". Primo riferimento preso in considerazione è il documento programmatico che fissa gli indirizzi generali di governo. Altro riferimento veniva riscontrato nel previgente testo dell’art. 72 del D. lgs n. 77/1995, sui conti patrimoniali di inizio e fine mandato degli amministratori. Orbene l’elezione diretta del Sindaco esige un giudizio immediato da parte dei cittadini, sulla base degli indirizzi di governo programmati e dei risultati raggiunti. Il "bilancio di fine mandato" rappresenta infatti uno strumento di sviluppo per le amministrazioni pubbliche, in quanto è diretto a: o rendere l’amministrazione comunale più aperta e trasparente; o rendere il cittadino più consapevole delle scelte dell’amministrazione comunale; o consentire agli amministratori comunali di illustrare i risultati raggiunti. Il primo "bilancio di mandato" presentato l’Amministrazione Comunale di Ripi, avendo proprio natura sperimentale è stato strutturato nei termini seguenti: o sono stati individuati gli indicatori finanziari, economici e patrimoniali soprattutto delle opere pubbliche realizzate ed in corso di realizzazione; o sono stati individuati i servizi pubblici gestiti.
Descrizione: Per l’anno 2003 il servizio, in continuazione alla sostanziale innovazione e crescita qualitativa e quantitativa apportata negli anni precedenti nel settore informatico dell’ente, sarà orientato a razionalizzare la gestione di alcuni servizi che necessitano di nuove dotazioni software per ottimizzare alcune procedure specifiche attraverso un’informatizzazione snella e corrispondente alle esigenze sia degli addetti al settore che dell’utenza, il tutto finalizzato alla costituzione di una banca dati unica del comune, presupposto necessario per la condivisione dei dati di ogni servizio e per l’utilizzo degli stessi su web. L’azione interesserà essenzialmente il raggiungimento dei seguenti obiettivi. Obiettivi funzionali di sistema e procedurali: 1. l’adozione di sistemi hardware e software standard, 2. omogeneità delle procedure, 3. procedure espandibili e modulari, 4. Integrazione dei dati nel sistema, 5. facilità d’uso, 6. trasportabilità, 7. documentazione tecnica su supporto cartaceo ed informatico, 8. integrità e sicurezza dei dati, 9. interconnesione telematica interna ed esterna, 10. prevenzione di obsolescenza hardware, 11. rispetto delle specifiche AIPA, 12. aderenza alle direttive per l’e-government. Obiettivi nella gestione delle risorse umane: 13. Formazione al fine di minimizzare e sdrammatizzare l’introduzione delle procedure negli uffici. o Addestramento all’uso delle procedure al fine di eliminare problemi di startup. o Coinvolgimento del personale a tutte le fasi di realizzazione del sistema. o Inserimento facilitato di eventuale nuovo personale in pianta organica.
La Regione Lazio ha approvato il Piano Regionale di Sviluppo Rurale 2000- 2006 per "Consolidare lo sviluppo delle aree rurali del Lazio" denominato (PSR) e ne ha impartito disposizione attuative, con l’approvazione di un avviso pubblico per la richiesta di finanziamenti agevolati. In particolare l’avviso pubblico, prevede la realizzazione di servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale ed introduce un regime di sostegno per gli investimenti. Nell’ambito di detti finanziamenti sono previste tre distinte tipologie di intervento, delle quali la creazione di punti informativi integrati, che mettano a disposizione delle popolazioni locali, notizie nel campo dei servizi sanitari attivi sul territorio (guardie mediche, pronti soccorsi ed ospedali), sui servizi di trasporto, sulle opportunità occupazionali nel territorio, catasto dei terreni. Al fine di aiutare la popolazione locale, nel territorio rurale, ed in particolare i giovani e le fasce deboli, ad integrarsi con il resto del territorio attraverso un continuo aggiornamento su servizi essenziali che permettono di programmare la propria azione di vita. Il progetto di un punto informativo integrato nel comune di Ripi, nasce dalla consapevolezza che l’accesso alle informazioni sia di vitale importanza per le popolazioni residenti nelle zone rurali, lontane dai servizi essenziali. Le finalità del punto informativo sono quelle di mettere, a disposizione dei cittadini, una serie di informazioni riguardanti i servizi sanitari (orari di ospedali, ambulatori, guardie mediche, servizi 118, ecc.), trasporti (collegamenti urbani e extraurbani con i maggiori centri della Provincia di Frosinone e dell’intera Regione Lazio (taxi, treni, aerei, ecc.) catasto terreni (collegamento telematico con l’Agenzia del Territorio, e cartografia catastale georeferenziata del territorio comunale), lavoro (opportunità occupazionali, collegamento telematico con banche dati di agenzie di lavori interinali, collegamento telematico con l’Ufficio provinciale del lavoro, ecc.), collegamento con la banca dati regionali e provinciali.
Il Comune di Ripi ha presentato domanda intesa ad ottenere il finanziamento di un Punto Informativo, con la creazione di una rete telematica per la circolazione di informazioni e per lo sviluppo di forme crescenti di comunicazione tra gli enti ed i cittadini. Il centro informatico è uno strumento di accesso facile ed intuitivo sia alla rete internet sia alla banca dati residenti sul sistema. La realizzazione del Progetto "Creazione di un punto informativo integrato" riguarda i servizi essenziali: 1. Sanità, 2. Trasporti, 3. Lavoro, 4. Catasto Terreni. Il punto informativo progettato è uno strumento informatico dall’utilizzo facile ed intuitivo sia che si accede ad esso esternamente tramite Internet che direttamente sul posto dove è dislocato. Il comune ha predisposto quindi un punto informativo, infrastruttura informatica per l’accesso e la distribuzione di informazioni sul territorio attraverso una postazione telematica (server) gestita dal comune medesimo con funzioni di raccolta e distribuzione delle informazioni. Al server potranno collegarsi oltre che i cittadini, anche le imprese rurali che risiedono sul territorio e quindi altri possono servirsi delle informazioni contenute su di esso. L’interfaccia grafica adottato è quella tipica dell’ambiente internet e lo strumento per navigare nel sistema è un comune browser. In fase d’apertura, l’utente sceglie la base dati da interrogare, il tipo di report che desidera ottenere e il Sistema costruisce dinamicamente la relativa pagina html dando la possibilità di stampare quanto apparso sul deskop. Lo strumento informatico progettato prevede un sistema di gestione ed aggiornamento continuo e può essere potenziato in qualunque momento con l’aggiunta di nuove e significative funzionalità quali l’ampliamento degli archivi e l’aggiunta di formati d’output, come le carte tematiche, vale a dire cartine della Provincia colorate in modo da evidenziare la distribuzione sul territorio dei servizi primari ed essenziali, nonché nuovi collegamenti ad ulteriori banche dati esterne. Il punto informativo viene realizzato presso la Biblioteca comunale, sita in Viale Umberto 1° e sarà costituito da un terminale con le seguenti caratteristiche: - Monitor 21, PC Pentium IV, Modem ISDN, Stampante Laser A/3 -A/4, Software.
Il Piano di azione per l'e-government approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 giugno 2000, che si pone come obiettivo di informatizzare l'erogazione dei servizi al cittadino e alle imprese e al contempo consentire l'accesso telematico ai servizi della P.A. e alle sue informazioni. La Regione Lazio ha approvato con delibera della giunta regionale del Lazio n° 988 in data 10/07/2001, il progetto di piano Regionale di E-Government e con la delibera regionale del Lazio n° 1543 in data 30/10/2001, con la quale veniva approvato il piano regionale di E-Government, così come approvato dal comitato di coordinamento organo istituito a seguito dell’accordo quadro Regione Enti locali del 24 aprile 2002. Successivamente è stato approvato il bando per la presentazione dei progetti e-government,, a cui il Comune di Ripi, vi aderito unitamente ad altri Enti. Il piano vuole rispondere all'esigenza primaria dei cittadini e delle imprese di avere accesso ai servizi resi dalla pubblica amministrazione, sempre più tempestivi ed efficaci, anche attraverso l'utilizzo delle moderne tecnologie dell'informatica e delle telecomunicazioni. L’obiettivo è quello di rinforzare e migliorare l'integrazione e gli scambi di dati e informazioni tra tutte le amministrazioni sia statale che regionale e locale. Si promuove, contemporaneamente una grossa azione di sensibilizzazione verso gli attori locali (Enti locali, imprese, associazioni di imprese e sindacali). I Comuni sono attori fondamentali della visione strategica del piano d'azione "e-government", che assegna alle amministrazioni locali, nel modello decentrato e federale dello Stato, sempre più il ruolo operativo di front office del servizio pubblico, mentre le amministrazioni centrali sono destinate a svolgere un ruolo di back office. E’ stata quindi riconosciuta l’opportunità di aderire sia al piano regionale che a quello nazionale dell’E-Government attesa l’importanza di tale iniziativa per l’amministrazione e per tutti i cittadini, soprattutto per avviare e realizzare un effettivo processo culturale per l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche. L’iniziativa per tutti i Comuni aderenti, porterà enormi vantaggi per gli stessi Enti che potranno fruire di informazioni e servizi comuni dei quali beneficeranno gli Enti, ma soprattutto i cittadini.
Ai sensi dell’art. 13 della Legge 27 dicembre 2002 n. 289, disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, viene consentita la definizione dei tributi locali. Cosicché anche il Comune potrà avere il suo condono, per i tributi propri, la cui titolarità giuridica ed il cui gettito siano integralmente ad esso attribuiti, con esclusione delle compartecipazioni ed addizionali a tributi erariali, nonché delle mere attribuzioni ad enti territoriali del gettito, totale o parziale, di tributi erariali. Infatti non è possibile, ad esempio intervenire sull’importo derivante dall’applicazione dell’addizionale provinciale alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Quindi a titolo esemplificativo è possibile procedere al condono dei seguenti tributi locali: § l’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissione se non è stata trasformata in canone, come il caso del Comune di Ripi; § la tassa sull’occupazione di spazi ed aree pubbliche, se non è stata trasformata in canone, come il caso del Comune di Ripi; § la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; § l’imposta comunale per l’esercizio di imprese e di arti e professioni (ormai abolita); § l’imposta comunale sugli immobili. Pertanto con il regolamento sulle definizioni agevolate dei tributi è stata stabilita la riduzione dell'ammontare delle sanzioni e degli interessi ed entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento, i contribuenti adempiano ad obblighi tributari precedentemente in tutto o in parte non adempiuti. Sicché, oltre agli eventuali altri effetti previsti dal comune in relazione ai propri procedimenti amministrativi, la richiesta del contribuente di avvalersi delle predette agevolazioni comporta la sospensione, del procedimento giurisdizionale, in qualunque stato e grado questo sia eventualmente pendente, sino al termine stabilito, mentre il completo adempimento degli obblighi tributari, secondo quanto stabilito dal regolamento, determina l'estinzione del giudizio.
Poiché in capo agli enti locali permangono le funzioni amministrative inerenti i servizi di assistenza scolastica, ai sensi del dpr 24 luglio 1977, n. 616, l’obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni scolastiche "singolarmente, collegate in rete o tra loro consorziate, a realizzare ampliamenti dell'offerta formativa che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali. I predetti ampliamenti consistono in ogni iniziativa coerente con le proprie finalità, in favore dei propri alunni, e coordinandosi con le eventuali iniziative promosse dagli Enti locali in favore della popolazione giovanile e degli adulti", ai sensi del dpr 8 marzo 1999, n. 275. In applicazione della Legge 3 maggio 1999, n.124, che all'art. 8, ha disposto il trasferimento, nei ruoli del personale statale, del personale A.T.A. precedentemente dipendente dagli Enti Locali in servizio nelle istituzioni scolastiche, con decreto del Ministero della pubblica istruzione in data 23 luglio 1999, sono state stabilite le modalità ed i tempi per il trasferimento del personale suddetto ed con decreto del Ministero dell’Interno, in data 16 ottobre 1999, emanato in attuazione del comma 5 dell’art.8 della l. n. 124/99, ha stabilito criteri e modalità per la riduzione dei trasferimenti in relazione agli oneri sostenuti dagli Enti Locali nell’anno 1999 per le "funzioni ATA", al netto degli oneri per le funzioni che non sono state trasferite allo Stato, conservando quindi agli Enti Locali stessi, almeno parzialmente, le risorse per garantire la continuità di tali funzioni. Sicché, dopo il passaggio del personale A.T.A. allo Stato, si sono verificate alcune difficoltà per la prosecuzione nell’erogazione dei servizi in questione agli stessi livelli qualitativi e quantitativi. La corretta attribuzione delle competenze istituzionali e l’utilizzo del personale A.T.A., nel rispetto delle norme del C.C.N.L. vengono definite con i protocolli d'intesa tre il Ministero della Pubblica Istruzione, le associazioni ed i sindacati. Già con deliberazione di G.C. n. 193 del 4/10/2001 è stato recepito il protocollo d’intesa del 13-9-2000, per favorire lo svolgimento delle necessarie relazioni da realizzarsi a livello locale tra le istituzioni scolastiche ed enti locali e per individuare i servizi necessari e le occorrenti risorse anche, per dare continuità, anche oltre il 1° settembre 2001 alle intese precedenti ed in attesa di stipulare un nuovo accordo con tutti i soggetti interessati. Successivamente con deliberazione n. 156 del 12.12.2002 sono state introdotte modifiche ed integrazioni ed adottate ulteriori determinazioni in merito alla prosecuzione dei servizi di assistenza di base agli alunni disabili di competenza dell’istituzione scolastica.
Negli ultimi due secoli il fenomeno della moderna crescita economica ha condotto ad uno spostamento senza precedenti nella dislocazione delle attività economiche. Per diversi anni la maggioranza della popolazione viveva e lavorava in aree rurali, fattorie e villagi. Oggi, nonostante un crescente declino del ruolo della città, si verifica l’esatto contrario: la maggioranza della popolazione vive in aree urbane e/o urbanizzate, causando indubbi ripercussioni sulla qualità della vita. L’evoluzione nel tempo della qualità della vita è stata analizzata soprattutto in prospettiva storica. Da alcune ricerche è emerso che i progressi registrati nella qualità della vita, come le iscrizioni scolastiche e la mortalità infantile, migliorano enormemente all’aumentare del reddito, altri non mostrano con esso nessun legame apparente. Ma altre ricerche hanno analizzato che diversi sfasamenti temporali tra l’aumento del reddito pro - capite ed il miglioramento di quel particolare aspetto della qualità della vita rappresentato dal benessere materiale. Ebbene è stato constatato da una ricercatrice Inglese Cynthia Taft Morris che occorrerebbero dai 40 ai 50 anni affinché la popolazione goda integralmente dei benefici della crescita economica, in termini, ad esempio di maggiori consumi. Ciò induce a pensare che per il miglioramento di altri aspetti della qualità della vita, meno legati a elementi materiali, potrebbe essere necessario attendere ancora più tempo. Occorre pertanto verificare quali sono le condizioni sociali che rendono gli individui più felici. Le teorie economiche hanno affermato che le differenze territoriali nella qualità della vita dovrebbero essere compensate da differenze salariali e nelle rendite immobiliari e l’esistenza di migrazioni interne garantirebbe la convergenza verso una soluzione equilibrata.
Il programma di iniziative come ogni anno si articola attraverso i diversi settori che tradizionalmente trovano spazio nelle varie attività che l’amministrazione organizza o sostiene. L’intento per il corrente esercizio è in continuità ed evoluzione rispetto ai precedenti. Questo Comune ha elaborato e perseguito da sempre il criterio della cooperazione tra enti pubblici e privati intervenendo su obiettivi specifici, con il coinvolgimento dell’ampia e ricca realtà dell’associazionismo culturale, che costituisce una grande risorsa del territorio comunale. Saranno supportate da parte del Comune, tutte le iniziative che promosse dalle singole associazioni, siano indicative della vitalità e delle tradizioni culturali del territorio, soprattutto quando esse possano assumere i connotati di un evento che supera per importanza e per partecipazione gli stessi confini Comunali. In particolare l’amministrazione comunale interverrà con dotazioni di risorse umane ed economiche e nell’ausilio a soggetti privati rispetto a tutta l’attività organizzativa di alcuni eventi secondo la programmazione di un calendario da elaborarsi entro l’anno 2003 circa: § Festa paesana di S. Giorgio; § Spettacoli teatrali di varie associazioni; § Organizzazione di concerti e iniziative collaterali in occasione di particolari festività; § Festività natalizie; § Patrocinio di iniziative di particolare pregio e rilevanza che verranno proposte a questo Ente, quali: § Iniziative di valorizzazione del patrimonio storico e della gastronomia di Ripi in Ciociaria; § Eventuali altre iniziative simili o collaterali. Questo servizio prevede inoltre di dedicare particolare attenzione ai rapporti con la stampa e la televisione per una effettiva informazione pubblica attraverso l’acquisto di spazi su TV locali radio e stampa e predisposizione di materiale informativo fra i quali la realizzazione di un progetto del notiziario internet promosso dall’amministrazione comunale.
I Comuni in attuazione della legge regionale 24 novembre 1997, n. 42 che detta Norme in materia di beni e servizi culturali del Lazio e degli indirizzi programmatici della stessa regione: § provvedono all'istituzione e alla gestione delle strutture e dei servizi culturali e scientifici d'interesse locale, per i quali adottano i relativi regolamenti; § formulano e realizzano i piani di intervento relativi alle strutture ed ai servizi culturali e scientifici di cui alla lettera a); § promuovono la realizzazione di attività di ricerca, sperimentazione, esposizione, documentazione e divulgazione, di interesse comunale, nel campo dei beni culturali; § effettuano la rilevazione dei dati statistici ed informativi relativi ai servizi culturali, alle strutture e all'utenza; § favoriscono il collegamento con le altre istituzioni culturali pubbliche e private operanti nel proprio territorio e tra queste e le associazioni culturali, la scuola e l'università; § organizzano forme di servizio diffuso di lettura e informazione sul proprio territorio. Per la realizzazione di tali obiettivi i Comuni possono associarsi, ai sensi dell’art. 30 e seguenti del d. lgs n. 267/2000, per programmare unitariamente gli indirizzi di politica culturale e, in particolare, per coordinare i servizi culturali e per perseguire le seguenti finalità: § garantire l'organizzazione operativa e tecnica per la gestione coordinata dei servizi, ai fini di una maggiore funzionalità e per un razionale impiego delle risorse disponibili; § stimolare l'interesse dei cittadini per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e storico del territorio mediante la realizzazione di organiche iniziative di natura conoscitiva e informativa. La presenza di diversi pozzi petroliferi attivi fin dalla seconda metà dell’ottocento, concorre a rendere unico nel contesto regionale il territorio comunale. Un museo così concepito potrebbe costituire il completamento, in termini di differenziazione dell’offerta culturale. La nascita di una struttura museale potrà costituire senz’altro un volano per l’economia locale considerando peraltro che è in corso di studio, altresì, l’ipotesi di realizzazione di un'altra struttura territoriale e quindi sistema mussale denominato ecomuseo, che vede coinvolte le amministrazioni comunali di Ripi, Pofi, e Ceprano.
Con la presentazione del nuovo strumento urbanistico piano urbanistico comunale generale (PUGC) di cui alla Legge Regionale 22 dicembre 1999, n. 38 e successive modifiche ed integrazioni, si potrà revisionare anche l’attuale Regolamento Edilizio. Il Regolamento Edilizio costituisce la norma regolamentare di ogni attività di trasformazione fisica del territorio comunale, attraverso procedure finalizzate a disciplinare l’applicazione della normativa urbanistica ed edilizia per il conseguimento della migliore qualità dell’ambiente. L’attività edilizia, le altre attività ad essa connesse, le opere e le urbanizzazioni che salvaguardano o modificano l’ambiente urbano nel territorio del Comune, sono disciplinate dal regolamento edilizio, dalle norme di attuazione degli strumenti urbanistici vigenti o adottati, nonché dalle norme nazionali o regionali vigenti in materia. In particolare il regolamento edilizio dovrà; - disciplinare le procedure relative ai provvedimenti amministrativi per l’esecuzione di ogni intervento relativo alla modificazione, manutenzione e salvaguardia degli edifici, dell’ambiente costruito e dell’ambiente naturale; - disciplinare le norme comportamentali per il rispetto delle prescrizioni e dei procedimenti da parte sia della pubblica amministrazione che dei soggetti operatori, pubblici e privati, aventi titolo agli interventi di cui sopra; - disciplinare i requisiti richiesti ed i livelli di prestazione necessari per ogni intervento in relazione agli obiettivi di cui al comma 1; - detta prescrizioni ed indirizzi in materia di igiene, sicurezza e fruibilità per ogni intervento di cui sopra; - definire i metodi di verifica o di controllo necessari.
Ad un anno dall’avvio del procedimento di formazione di un nuovo piano urbanistico generale comunale (PUGC) di cui alla Legge Regionale 22 dicembre 1999, n. 38 e successive modifiche ed integrazioni piano urbanistico comunale generale (PUGC) di cui alla Legge Regionale 22 dicembre 1999, n. 38 e successive modifiche ed integrazioni, (Del. G.C. n. 133 del 29/09/2000) si pone l’esigenza di giungere all’adozione dello strumento urbanistico in tempi brevi. Ad oggi si è proceduto all’aggiornamento e quindi riadozione (Del. C.C. n. 31 del 2.4.2001) del piano regolatore vigente inviandolo alla Regione Lazio, per la successiva approvazione. Sono in corso le procedure per l’affidamento di altri incarichi professionali per l’acquisizione delle relazioni geologiche ed agro-pedologica e di uso dei suoli. Nella seduta consiliare del 2 aprile 2001 con deliberazione n. 31 è stato così riadattato il Piano Regolatore Generale, già adottato in data 10.3.1992. Il Comune di Ripi ha riconosciuto il piano regolatore generale adottato dal consiglio comunale nella seduta del 10.3.1992, quale lo strumento urbanistico comunale generale, in grado di soddisfare ogni esigenza e bisogno dell’intera collettività ed al fine di poter delineare i cardini dell’assetto del territorio comunale, con l’indicazione delle trasformazioni strategiche comportanti effetti di lunga durata e la tutela dell’integrità fisica e l’identità culturale del territorio comunale. Con tale strumento si è inteso evitare una urbanizzazione incontrollata del territorio, senza alcun controllo, al cospetto di tante situazioni di abusivismo edilizio che interessano il nostro Paese. Si intende ora realizzare un nuovo strumento urbanistico che tenga conto delle linee guida predisposte dalla regione Lazio per la formazione del piano regolatore generale, con l’elenco degli atti amministrativi ed elaborati tecnici necessari per l’esame e l’istruttoria degli strumenti urbanistici. Il piano regolatore generale adottato dal Comune di Ripi, con le deliberazioni consiliari n. 49 del 21.7.1986 e n. 18 del 10.3.1992, esecutive, risulta essere aggiornato, in data odierna, ai soli fini derivanti dalla necessità di prevedere le aree di attenzione e di beni a rischio a seguito degli interventi disposti dall’Autorità di bacino di salvaguardia dei fiumi Liri - Volturno - Garigliano e nonché di prevedere, le zone di rispetto delle acque pubbliche, nell’ambito della tutela dei beni paesaggistici ed ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, art. 146, lett. c), che ha abrogato e sostituito la Legge 8 agosto 1985, n. 431 (meglio conosciuta come "Legge Galasso").
L’ufficio curerà innanzitutto la predisposizione degli atti necessari per l’affidamento di detti incarichi professionali. Il raggiungimento dell’obiettivo prevede quindi le seguenti attività: § Supporto e consulenza nei confronti dei professionisti esterni incaricati attraverso la fornitura di dati e informazioni sullo stato delle risorse naturale ed essenziali del territorio ai fini della formazione del quadro conoscitivo di riferimento; § Coordinamento del gruppo di lavoro - professionisti esterni incaricati (geologi e architetti) e personale tecnico comunale - e definizione degli obiettivi strategici attraverso il confronto con i programmi e gli obiettivi di politica urbanistica dell’amministrazione comunale e le esigenze dei soggetti pubblici e privati ai fini di verificare la sostenibilità delle scelte; § Supervisione del lavoro e verifica della coerenza formale delle scelte pianificatorie sia nei confronti degli strumenti sovracomunali oramai in vigore (Piani Territoriali Paesistici, ecc.) e del quadro normativo di riferimento, sia rispetto agli altri strumenti di pianificazione comunali in corso di formazione (PUGC ); § Gestione delle procedure relative all’adozione ed approvazione del PUGC. Occorre provvedere alla rielaborazione di un nuovo PUGC ai sensi della Legge Regionale 22 dicembre 1999, n. 38, e successive modificazioni, laddove verranno effettuate le dovute valutazioni in merito alle situazioni di abusivismo esistenti e suscettibili di sanatoria e verranno disposte eventuali varianti, al fine di una completa individuazione delle aree da destinare all’insediamento di impianti produttivi, seguendo, se richiesto, anche le procedure previste dal D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447. In un territorio che ha una vocazione prevalentemente agricola gli obiettivi sono quelli di consentire una nuova edificazione in zona agricola soltanto se necessaria alla conduzione del fondo e all’esercizio delle attività agricole e di quelle ad esse connesse. Per le zone agricole, gli imprenditori agricoli, possono presentare al comune un piano di utilizzazione aziendale (PUA) che, previa indicazione dei risultati aziendali che si intendono conseguire, evidenzi la necessità di derogare alle prescrizioni relative al lotto minimo ed alle dimensioni degli annessi agricoli (art. 57 l.r n. 38/1999, così come modificato dalla Legge Regionale 17 marzo 2003, n. 8).
Per il raggiungimento dell’obiettivo necessitano professionalità specifiche, con l’affidamento a soggetti esterni, dal momento che all’interno dell’Ente, si è dimostrata l’impossibilità ad eseguire l’incarico. Ad ogni modo il ruolo dell’ufficio sarà di supporto e consulenza nei confronti dei tecnici esterni, anche della contemporanea redazione del PUGC ai fini di integrare il quadro conoscitivo ed adeguare i contenuti alle previsioni del P.C.A.A., evitando di ricorrere ad un ulteriore specifica variante. Con deliberazione consiliare n. 51 del 20.11.2002 è stato adottato il piano di inquinamento acustico che prevede: § l’individuazione della tipologia e dell’entità delle sorgenti sonore presenti nelle zone da risanare con indicazioni dei livelli acustici da raggiungere; § i soggetti cui compete l’intervento; § le priorità, le modalità ed i tempi previsti per il risanamento ambientale; § la stima degli oneri finanziari e dei mezzi necessari; § eventuali misure cautelari a carattere di urgenza per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica; § la stima dei benefici dell’intervento di risanamento nei confronti della popolazione esposta sulla base degli effetti dell’inquinamento acustico rilevato; Il piano dopo la sua adozione è stato depositato presso la segreteria comunale per sessanta giorni. Ed è tuttora in corso di deposito. Entro trenta giorni dalla scadenza del deposito, gli interessati possono presentare osservazioni; Verrà trasmesso entro i successivi trenta giorni alla Provincia di Frosinone con allegate le eventuali osservazioni e controdeduzioni
Gli imprenditori possono presentare, altresì un piano individuale di emersione contenente: a) le proposte per la progressiva regolarizzazione ed adeguamento agli obblighi previsti dalla normativa vigente per l'esercizio dell'attività, relativamente a materie diverse da quelle fiscale e contributiva, in un periodo non superiore a diciotto mesi, eventualmente prorogabile a ventiquattro mesi in caso di motivate esigenze; b) le proposte per il progressivo adeguamento agli obblighi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro in materia di trattamento economico in un periodo comunque non superiore al triennio di emersione; c) il numero e la remunerazione dei lavoratori che si intende regolarizzare; d) l'impegno a presentare una apposita dichiarazione di emersione successivamente alla approvazione del piano da parte del sindaco. Per la presentazione del piano individuale di emersione, gli imprenditori che intendono conservare l'anonimato possono avvalersi delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro o dei professionisti iscritti agli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro, che provvedono alla presentazione del programma al sindaco con l'osservanza di misure idonee ad assicurare la riservatezza dell'imprenditore stesso. Gli imprenditori che aderiscono ai programmi di emersione di cui all'articolo 1 possono regolarizzare i loro insediamenti produttivi, accedendo al regime di cui agli articoli 20, 21 e 24 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758 <http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&NOTXT=1&KEY=01LX0000014506&>, esteso anche alle violazioni amministrative e penali in materia ambientale che determinano solo lesione di interessi amministrativi e sono caratterizzate dalla messa in pericolo e non dal danno al bene protetto. Sono sempre esclusi i casi di esecuzione di lavori di qualsiasi genere su beni culturali nonché ambientali e paesaggistici, realizzati senza le autorizzazioni prescritte dagli articoli 21 e 163 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 <http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&NOTXT=1&KEY=01LX0000042163&>, o in difformità dalle medesime autorizzazioni.
Il Comune di Ripi favorisce lo studio, lo sviluppo e la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonte eolica. Sulla base di una proposta della Società CNEA Gestioni srl, si intende realizzare lo sviluppo di un programma di investimenti nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, (biomasse, fotovoltaico, eolico, ecc.). Il Comune di Ripi è dunque interessato a promuovere quelle iniziative produttive che contribuiscono allo sviluppo socio - economico ed occupazionale del proprio territorio e che garantiscono la compatibilità con l’ambiente ed il rispetto dello stesso. L’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia è considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità e le relative opere sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili. Il Comune è interessato allo sviluppo del Parco Eolico in quanto intende favorire lo sviluppo della fonte energetica eolica, quale fonte di energia rinnovabile ed ecologica, riconosciuta come tale e ritenuta di primaria importanza e prioritaria, dalle politiche e degli strumenti di pianificazione energetica nazionali e comunitari, contribuendo così in maniera concreta alla riduzione delle emissioni di agenti inquinanti nell’atmosfera, migliorando la qualità dell’aria e della vita dei propri cittadini. Per quanto già detto, a tale energia elettrica è possibile associare altra come riutilizzo del calore del condensatore. L’iniziativa in oggetto si configura chiaramente negli orientamenti del Piano Energetico Nazionale con radicali innovazioni per la razionalizzazione ed il risparmio energetico. La realizzazione del progetto contribuisce al mantenimento del livello occupazionale nel settore agroforestale e nel settore della lavorazione primaria (semilavorati del legno ed industria conserviera) nella zona di realizzazione della biocentrale, provincia di Frosinone e limitrofe. L’attività programmata è in linea con il Protocollo di Kyoto del 10.12.1997, documento redatto e approvato nel corso della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici tenutasi in Giappone nel 1997. Nel documento sono indicati appunto gli impegni di riduzione e di limitazione quantificata delle emissioni di gas serra (anidride carbonica, gas metano, protossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi e perfluorocarburi). Occorre che tutti i Paesi sviluppati procedono alla riduzione delle emissioni grazie soprattutto all’accoglimento del cosiddetto principio di responsabilità, secondo il quale i Paesi che hanno maggiormente contribuito ai livelli attuali di concentrazione di gas devono essere i primi a sostenere i costi e il peso di una riduzione delle emissioni. Si intende contribuire quindi negli obiettivi prefissi realizzando: a) riduzione delle emissioni di protossido di azoto dai processi industriali; b) promozione del riciclaggio dei rifiuti; c) riduzione delle emissioni di metano dalle discariche di rifiuti; d) riduzione delle emissioni di metano dagli allevamenti agricoli e) limitazioni dell'impiego di idrofluorocarburi, perfluorocarburi, esafluoruro di zolfo, nei processi industriali e negli usi delle apparecchiature contenenti tali sostanze.
La realizzazione dell’iniziativa ha come presupposto l’adozione da parte del consiglio comunale di un atto di indirizzo fondamentale diretto alla realizzazione del programma di investimenti nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, (biomasse, fotovoltaico, eolico, ecc.). Il responsabile del settore urbanistica compierà ogni attività inerente il rilascio delle autorizzazioni richieste, compresa la stipulazione di contratti e convenzioni. Mentre per l’energia eolica è necessario il posizionamento del sistema di rilevazione anemometrico necessario per lo studio della ventosità del territorio e conseguente fattibilità di parco eolico, sulla base della richiesta presentata dalla Società concessionaria CNEA Gestioni s.r.l. con sede a Frosinone. Per l’energia da biomasse il progetto presentato ed assentito prevede la realizzazione di una centrale da 10 Mwe nel Comune di Ripi alimentata da biomasse presenti in misura sostanziale nella zona pedemontana e provenienti dalle lavorazioni prime delle società agrarie e conserviere locali. La centrale, oggetto del progetto, andrà a generare energia elettrica da distribuire all’intera rete nazionale, sfruttando risorse naturali altrimenti destinate allo smaltimento e ad un sottoutilizzo delle capacità energetiche. Nel periodo successivo alla messa in marcia della centrale, dopo sufficiente analisi delle condizioni tecnico-finanziarie del progetto, si prevede lo sfruttamento anche dell’energia termica di risulta in quantità massicce, per l’utilizzo nel settore agricolo, con la termostazione di serre, senza escludere in seconda fase la climatizzazione civile. Il progetto prevede la cessione di energia da biomasse all’ENEL nell’ordine di 62,80 milioni di kWh/anno, con un conseguente ricavato sul bilancio dell’ente. L’amministrazione comunale di Ripi è in definitiva concorde sulla necessità di promuovere in via prioritaria la produzione di energie rinnovabili, in quanto esse contribuiscono alla protezione dell'ambiente, creano posti di lavoro e benessere sociale a livello locale, assicurano la costituzione e lo sviluppo di nuove imprese, accelerano il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e non ultimo visto gli attuali eventi di politica internazionale sono un fattore essenziale per il mantenimento della pace.
L’ufficio provvede a coordinare le procedure relative al rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni edilizie e delle autorizzazioni allo scarico. Con deliberazione della giunta comunale 94 del 24.5.2002 si è approvata la relazione tecnica estimativa per lavori di Completamento della rete fognaria in località varie, diretti alla predisposizione degli allacci alla pubblica fognatura nel tratto della Strada Provinciale "Meringo Alto", compreso tra l’incrocio con la Strada Provinciale per Strangolagalli fino al termine della linea fognaria verso Ripi Centro. Tra le finalità di una Pubblica Amministrazione Locale vi è la lotta all’inquinamento onde evitare che lo scarico effettuato direttamente o indirettamente dall'uomo nell'ambiente idrico di sostanze o di energia le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo la salute umana, nuocere alle risorse viventi e al sistema ecologico idrico, compromettere le attrattive o ostacolare altri usi legittimi delle acque. Pertanto per "rete fognaria" deve intendersi il sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane. Necessita garantire ai cittadini lo "scarico" delle acque reflue liquide, semiliquide e comunque convogliabili nelle acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Pertanto gli agglomerati devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane: a) entro il 31 dicembre 2000 per quelli con un numero di abitanti equivalenti superiore a 15.000; b) entro il 31 dicembre 2005 per quelli con un numero di abitanti equivalenti compreso tra 2.000 e 15.000.
L’obiettivo consiste nel rientrare nelle percentuali minime stabilite per il servizio di smaltimento, con l’adesione al consorzio GAIA. Il servizio deve essere svolto mediante lo svuotamento degli appositi contenitori posti sul territorio, compreso il trasporto finale in discarica. In particolare, si richiede che: § 6 giorni su 7 (dal lunedì al sabato) verranno svuotati i cassonetti ed i trespoli posizionati sul territorio comunale; § raccolta domenicale dei cassonetti e trespoli in prossimità dell’area di mercato. Nel caso di due festività consecutive, il servizio verrà effettuato in uno dei due giorni festivi, concomitante con l’operatività dell’impianto di smaltimento, e si effettua riposo integrale nell’altro giorno; § la festività del Santo Patrono rientra nel servizio completo di base della raccolta dei R.S.U. ed assimilabili; § nel corso del primo anno dovrà essere progressivamente introdotta la raccolta differenziata basata sull’integrazione di diversi sistemi di raccolta selettiva: § raccolta domiciliare domestica, 6 giorni su 7, a mezzo sacchetto familiare depositato sul marciapiede in fascia oraria dedicata, nelle vie del centro abitato di seguito riportate ed individuate d’intesa con gli uffici tecnici comunali. Occorre procedere alle opportune verifiche, in collaborazione con l’ufficio tributi, per l’introduzione del sistema normalizzato, previsto dal decreto Ronchi, che porti ad un rapporto spesa/qualità del servizio superiore a quello attualmente in essere.
Contatti
Title
COMUNE DI RIPI P.E.G. ANNO 2003 DELIBERA N° 79 DEL 19/06/2003
Subject
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Company
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Author
Alessio Sperlinga
Version
74
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